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Trasformazione della manioca (00065)
Gruppo promotore
Da 40 anni Mani Tese è impegnata in Italia e nel mondo per instaurare nuovi rapporti tra i popoli fondati sulla giustizia, sulla solidarietà e sul rispetto delle reciproche identità culturali. Fondata nel 1964 a Milano da alcuni volontari laici e missionari, si è ristrutturata nel 1976 configurandosi come organizzazione laica e dal 1997 è tra le poche ONG che hanno ottenuto lo status consultivo presso il Consiglio Economico e Sociale delle Nazioni Unite.
Sono due i fronti su cui l’associazione interviene: da un lato svolgendo opera di sensibilizzazione sui temi dello sviluppo, dello squilibrio Nord-Sud, della pace; dall’altro realizzando progetti di sviluppo in molti paesi dell’Africa, dell’Asia e dell’America Latina.
Numero di soci: 255.
Il partner locale è l'organizzazione OFEDE-ONG, fondata nel novembre del 1995 a Parakou che si occupa di formazione professionale, comunicazione sociale, sviluppo ed ambiente.
Sede dell'intervento
Distretti di Borgou e Alibori BeninPeriodo
da 01/01/2007 a 31/12/2008Descrizione
Il Benin, nel settore alimentare, dipende molto dagli aiuti esteri. Tale dipendenza ha accentuato il consumo di prodotti non tradizionali in particolare del pane e dei derivati del grano. Durante alcuni incontri con le comunità, in particolare con le donne impegnate in attività di panificazione, è stato affrontato tale problema. La trasformazione della manioca, da utilizzare anche per la produzione del pane (per il 40% ca) sembra essere una delle soluzioni possibili, sia per limitare le importazioni locali, sia per creare o implementare attività generatrici di reddito. I dipartimenti di Borgou e Albori sono infatti zone in cui si producono grandi quantità di manioca ed il mercato sarebbe in grado di assorbire tale produzione.
Il progetto prevede la dotazione ad ogni gruppo di una grattugia e di una pressa in grado di dimezzare i tempi di lavoro per unità di prodotto trasformato, oltre ad offrire condizioni igieniche migliori per l'utilizzo e la vendita di tali prodotti. Per ogni gruppo sarà creato un comitato di gestione composto da tre membri eletti democraticamente che dovranno garantire il controllo, la programmazione e la pianificazione delle attività nonché la gestione delle stesse. E' prevista l'assunzione di un animatore per assicurare la formazione e l'assistenza ai gruppi. Sono stati inoltre selezionati tre artigiani che dovranno frequentare un corso per la manutenzione dei macchinari, tali artigiani dovranno a loro volta formare un meccanico per ogni villaggio interessato. Il progetto permetterà quindi di garantire la sicurezza alimentare dei gruppi stessi, ponendosi l'obiettivo di quintuplicare la produttività di ogni singolo gruppo.
Contesto e giustificazione
Non del tutto privo di risorse minerarie (sono stati scoperti per esempio giacimenti di petrolio nelle acque territoriali), favorito altresì dal punto di vista commerciale in quanto il centro portuale di Cotonou è largamente al servizio degli Stati vicini, il Benin rimane pur sempre un Paese assai povero, con un prodotto nazionale lordo pro capite di ca. 380 dollari annui e con un'economia basata su un'agricoltura di pura sussistenza.
Così, nonostante gli sforzi per ridurre la dipendenza del Paese dall'estero, con l'obiettivo prioritario di conseguire almeno l'autosufficienza alimentare, esso deve tuttora ricorrere in larga misura agli aiuti internazionali, in particolare della Francia e degli altri membri della UE. Notevole è l'ammontare del debito estero, la cui crescita ha fatto adottare severe misure di austerità. Gli scambi più intensi si svolgono con la Francia e con i Paesi della UE, ma presentano un crescente incremento anche quelli con la Cina e con alcuni Stati africani, come la Nigeria e la Costa d'Avorio.
L'agricoltura, che interessa il 12,7% della superficie territoriale e occupa oltre il 60% della popolazione attiva, si regge tuttora pressoché interamente su due colture: il cotone (400.000 q di fibra) e la palma da olio, che copre la maggior parte della superficie coltivata nella pianura costiera e dà una produzione media annua di 300-400.000q di olio. Per le necessità interne si coltivano nella fascia costiera vari prodotti alimentari come la manioca (6 milioni di q)il mais, le banane, alcuni ortaggi, ecc., mentre nella sezione centrale, come in tutto il Nord, prevalgono invece i cereali poveri (miglio, sorgo).Tra i prodotti avviati all'esportazione hanno invece una certa importanza, oltre al cotone e ai derivati della palma, il cacao, il caffè e le arachidi.
I dipartimenti di Borgou-Alibori sono zone in cui si producono grandi quantità di manioca.
L'appoggio tecnico del PDRT (Programma di Sviluppo delle Piante a Radice e dei Tuberi) ai 64 villaggi destinatari della struttura, permette ai membri di gestire le varie tecnologie di trasformazione della manioca e dei derivati (gari, tapioca, biscotti, pane ecc.).
Tuttavia, fino ad ora, le donne hanno incontrato enormi difficoltà nell'applicazione di queste tecnologie a causa della mancanza di equipaggiamenti adatti, come le grattugie motorizzate e le presse a vite. Infatti, il lavoro viene fatto manualmente con l'aiuto di vecchi fogli di lamiera perforati e fissati su un asse che funge da grattugia, mentre delle grosse pietre fungono da pressa. Questo rende il lavoro molto faticoso e dispendioso in termini di tempo e di sforzo fisico da parte delle donne.
Inoltre, è importante sottolineare che questo metodo pone problemi di igiene e di scarsa quantità di prodotti trasformati sia rispetto alla disponibilità di materia prima sia rispetto alla domanda del mercato. Infatti, la domanda di gari, tapioca e altri prodotti è molto alta nella sotto-regione occidentale africana.
Il secondo mercato in termini di importanza in Benin, Malanville, confina con la Repubblica del Niger le cui popolazioni sono grandi consumatrici di prodotti derivati dalla manioca, in particolare nei periodi ricorrenti di crisi alimentari che affliggono i paesi poveri del Sahel.
Di conseguenza, su sollecitazione delle donne dei gruppi femminili sono stati acquistati degli equipaggiamenti più moderni ed efficienti per la trasformazione della manioca.
Ciò ha portato all'elaborazione di questo progetti volto a supportare le attività di trasformazione per ridurre l'insicurezza alimentare e la dipendenza dall'esterno. Il pane è divenuto, infatti, un alimento di consumo corrente anche se il grano non viene prodotto in Benin e viene importato al 100%. In Nigeria, la sperimentazione nell'uso della farina di manioca per la produzione di pane per il 20/40% ha dato buoni risultati al punto che potrebbe essere portata al 50%. Il risultato sarebbe una forte riduzione dei costi di produzione del pane e, di conseguenza, del suo prezzo di vendita ai consumatori che vivono per la maggior parte nella povertà.
Obiettivi del millenio di riferimento
Eliminare la povertà e la fame nel mondo; Promuovere l'uguaglianza di genere e l'empowerment delle donne;



