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Home - I progetti - Progetti da sostenere - La Casa per le Donne (00066) -

La Casa per le Donne (00066)

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Gruppo promotore

L’attività prevalente dell’Associazione Africa Tomorrow consiste nella prestazione di attività medico-specialistiche professionali in favore delle popolazione del Ghana, Burkina Faso, Togo, dell’Eritrea e di altri paesi del Nord Africa. Utilizzando canali, organizzazioni e strutture presenti sui territori, prestano il loro servizio durante il loro tempo libero (ferie o permessi non retribuiti) in forma del tutto volontario e gratuito.
La federazione Lum-Panga realizza diverse attività: dal coordinamento delle iniziative culturali (corsi di alfabetizzazione e di promozione della lingua Bissa) alla promozione di iniziative di interesse generale (ad esempio la commercializzazione di prodotti agroalimentari preparati dalle donne delle varie associazioni territoriali, partecipando a mostre e mercati di rilevanza nazionale). Si rapporta per queste iniziative con le competenti autorità burkinabè e con diverse ONG.

Sede dell'intervento

Comune di Garango Burkina Faso

Periodo

da 01/01/2007 a 31/12/2008

Descrizione

Il progetto si propone di contribuire, sotto vari aspetti - finanziari, organizzativi, fornendo competenze specialistiche -, alla costruzione ed al successivo avvio operativo di un centro che sia al servizio delle donne di Garango (Burkina Faso).

La Casa per le Donne sarà la sede delle associazioni femminili del territorio, il luogo in cui poter svolgere attività di formazione (sui temi della sanità, dell’istruzione, ma anche della valorizzazione del lavoro e della microimprenditoria) e in cui poter ospitare specifiche attività (di trasformazione e vendita di prodotti alimentari, di sartoria ecc.) in grado di fornire in futuro anche le risorse necessarie alla gestione della struttura stessa.

L’utilità e l’urgenza di questo centro è emersa nel corso dei contatti intervenuti nel corso di un precedente micro-progetto e dal confronto con le interessate e con le autorità locali. I motivi della scelta progettuale stanno nella generalizzata povertà del Burkina Faso, specie nelle sue aree rurali, e nella posizione delle donne che oltre al resto devono subire l’oppressione dovuta ai retaggi della struttura tribale tradizionale, che assegnava alle donne una condizione pressoché servile (oltre che a esporle a pratiche, come la mutilazione degli organi genitali, ora fuori legge ma non completamente sradicate specie nelle zone rurali più remote).

La realizzazione della struttura sarà a cura di personale reperito in loco e si avvarrà della supervisione di personale qualificato inviato dall’Italia. I materiali da costruzione necessari saranno acquistati per quanto possibile in loco, ma si prevede anche l’invio dall’Italia di quanto il mercato locale non è in grado di fornire ad un ragionevole rapporto prezzo/qualità (es. rubinetterie e altri accessori per bagno, piastrelle ecc.) contando anche su donazioni da parte di aziende italiane e sull’esenzione doganale riconosciuta alle importazioni per attuare questo tipo di progetti.

Le attività di formazione previste nel progetto hanno infine il carattere di “formazione di formatori”: sono infatti rivolte a persone (donne, di norma) che dovranno poi a loro volta trasmetterle al resto della popolazione, facendo da volano ad un processo che dovrà trovare al suo interno le risorse, anche umane, in grado di perpetuare l’iniziativa nel tempo.

Obiettivo generale

Il progetto punta al miglioramento delle condizioni di vita della comunità del comune di Garango, agendo sul ruolo cruciale delle donne attraverso la realizzazione di una “Casa per le Donne”.
Il progetto si propone quindi di accrescere le conoscenze di base delle donne sulla conduzione familiare (igiene, conservazione dell’acqua e delle risorse energetiche, nutrizione, lotta alla mutilazione sessuale) e di fornire input per l'avvio di piccole attività volte a migliorare le condizioni di vita e a fornire un’integrazione al reddito.

Contesto e giustificazione

Uno dei paesi più poveri del mondo, il Burkina Faso si avvale di ingenti aiuti provenienti dall'estero, principalmente dall'Unione Europea. Nel 2003 il prodotto interno lordo ammontava a 4.182 milioni di dollari USA, corrispondenti a un PIL pro capite di 350 dollari.
Il progetto interessa il comune di Garango che dipende dall’omonimo dipartimento; il comune ha una superficie di 79,06 Kmq ed è diviso in 7 settori che a loro volta comprendono villaggi e quartieri. E’ situato nella parte sud-orientale del paese, al centro del territorio di una piccola minoranza etnica (i Bissa) che possiede una spiccata identità culturale e linguistica.

Sul piano culturale e sociale, l’unità di base è rappresentata dalla famiglia, il più delle volte poligama. Nei villaggi gli abitanti si raggruppano secondo il loro linguaggio; ogni quartiere è diretto dai capi del villaggio che sono garanti dell’ordine sociale. Il peso di questa organizzazione sociale tradizionale grava su tutti gli aspetto della vita quotidiana degli individui. Le quasi totalità delle decisioni è infatti presa dagli anziani e dai notabili mentre le donne e i giovani ne sono esclusi. La gestione del potere è gerontocratica e consuetudinaria. Essa riflette, nelle sue grandi linee, l’organizzazione sociale che regge il funzionamento d’insieme delle società Mossi.
La popolazione del comune è molto giovane (giovani con meno di 10 anni sfiorano il 40% degli uomini e il 38% delle donne), indice di una dinamica tipica dei paesi in via di sviluppo con alti livelli di natalità e mortalità. Per quanto riguarda la ripartizione della popolazione tra i sessi, esiste una netta superiorità numerica a favore delle donne (rapporto uomo - donna 85,3%).
A parte un piccolo numero di persone dedite ad attività commerciali od ai servizi, la stragrande maggioranza della popolazione ricava dall’agricoltura la sua sussistenza. Un’agricoltura peraltro matrigna, a causa delle condizioni climatiche: piove poco, ma soprattutto le precipitazioni sono concentrate in non più di quattro, massimo cinque mesi l’anno, nel corso dei quali si raccoglie quanto dovrà bastare per il resto dell’anno. Nei restanti sette-otto mesi l’agricoltura si può praticare (in modo limitato) solo nelle vicinanze di un piccolo invaso d’acqua piovana (Barrage) o dove qualche pozzo scavato a mano consente la coltivazione di piccoli orti.

Fondamentale, nell’assetto socio-economico, è il ruolo delle donne: oltre alle occupazioni domestiche lavorano nei campi e gestiscono quanto è stato raccolto durante i lunghi mesi aridi. Un ruolo misconosciuto dall’assetto tribale tradizionale che assegna alla donna una condizione quasi servile, ma che, sia pure in modo lento e contraddittorio, è in via di superamento grazie anche al protagonismo delle donne stesse. Hanno infatti saputo sviluppare una ricca realtà associativa: sono una settantina le associazioni di donne attive nel territorio comunale. Si tratta di piccole organizzazioni su base per lo più territoriale (raggruppano le donne dei piccoli borghi o villaggi disseminati nella campagna) con funzioni di mutuo aiuto nelle attività diverse da quella della coltivazione del terreno assegnato allo scopo alla famiglia e da coltivare durante la stagione piovosa. A queste attività si affidano per integrare il reddito familiare e per avere risorse proprie, fuori dal controllo familiare, grazie alle quali poter affrontare le loro piccole spese, ma anche eventuali emergenze. Consistono nella trasformazione, conservazione e vendita di prodotti agricoli, nella cucina di strada e così via, ma anche, magari con collegamenti fra diverse associazioni, nell’introduzione o nello sviluppo di nuove attività (es. di sartoria) o di attività culturali (si organizzano corsi di alfabetizzazione per donne adulte, fra le quali l’analfabetismo è la regola; allo scopo sono anche stati creati supporti didattici in lingua Bissa).

A questa ricchezza di fermenti mancano però le strutture logistiche: tutte le attività sono fatte all’aperto, o nelle case private, senza alcun supporto o facilità (a parte il centro di Garango, la rete elettrica è assente in tutto il territorio comunale) che consenta di dare a queste iniziative la continuità e l’incisività che meritano.

Obiettivi del millenio di riferimento

Eliminare la povertà e la fame nel mondo;  Promuovere l'uguaglianza di genere e l'empowerment delle donne; 

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