Rete delle Donne per la Solidarietà
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Home - I progetti - Progetti da sostenere - Casa delle donne Wayùu (00067) -

Casa delle donne Wayùu (00067)

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Gruppo promotore

CABILDO WAYUU NOUNA DE CAMPAMENTO
L’organizzazione delle donne wayùu lavora da 4 anni per rafforzare il proprio processo organizzativo. Nel 2005 è stata riconosciuta legalmente. I suoi obiettivi sono quelli di generare spazi di riflessione, formazione e coordinamento tra le donne indigene wayùu per permettere loro di creare strategie a favore della difesa dei diritti di tutto il popolo wayùu e di dare visibilità ai conflitti legati all’implementazione di megaprogetti per l’estrazione di risorse naturali nei territori indigeni.
A SUD ECOLOGIA E COOPERAZIONE ONLUS
A Sud lavora da anni in America Latina a fianco delle organizzazioni sociali, indigene e ambientaliste attraverso progetti per la difesa dei diritti umani delle popolazioni locali. Negli ultimi anni ha realizzato progetti in Colombia che mirano alla salvaguardia delle popolazioni indigene locali attraverso il rafforzamento dei sistemi di assistenza legale e il sostegno ai processi di autodeterminazione dei popoli indigeni.
Insieme alla ONG di Bogotà Fundacion Hemera e alla ONIC (Organizzazione delle Nazioni indigene colombiane) A Sud ha costruito un vero e proprio Centro di Assistenza legale per i popoli indigeni colombiani, grazie al quale le comunità hanno avuto la possibilità di denunciare apertamente le numerose violazioni dei diritti umani subite.
Il fatto che A sud costituisca un ponte tra le comunità indigene colombiane e la società civile internazionale, ha dato forza al processo di visibilità di cui le comunità hanno bisogno per costruire una rete di solidarietà internazionale che consenta la diffusione delle informazioni e delle denunce.

Sede dell'intervento

Maicao La Guajira Colombia

Periodo

da 01/01/2007 a 31/12/2008

Descrizione

Il progetto risponde alla necessità, espressa dalle stesse donne wayùu, di poter contare su spazi adatti al ritrovo e all’organizzazione degli indigeni wayùu vittime del conflitto.
La costruzione di un luogo come la casa delle donne diviene uno spazio strategico per raccogliere le testimonianze e le denunce di donne che non hanno l'opportunità di contare su un sistema di consulenza giuridica e per organizzare attività di denuncia e rendersi autonome nell’organizzazione della comunità.
Inoltre, poter contare su uno spazio autonomo ove riunirsi servirà a rafforzare i processi organizzativi e il potere di rappresentanza politica, senza contare la possibilità per le stesse donne di organizzare e gestire corsi e seminari di formazione che tendano a fornire strumenti conoscitivi in grado di migliorare le condizioni socio-politiche delle comunità.
Oltre a ciò, il progetto ritiene estremamente importante che l’organizzazione delle donne indigene wayùu possa costruire e rafforzare un sistema di comunicazione con altre organizzazioni indigene nazionali e di difesa dei diritti umani, al fine di vincolare l’azione locale ai processi politici dei popoli indigeni a livello nazionale e internazionale, di far circolare le notizie riguardanti le violazioni dei diritti subite dalle comunità e di usufruire della consulenza legale nelle denunce per i delitti commessi dai gruppi armati irregolari.

Contesto e giustificazione

COLOMBIA
La Colombia è ubicata nell'angolo nord occidentale del Sud America, tra le Cordigliere andine, le Coste degli Oceani Atlantico e Pacifico, le Selve dell'Amazzonia e le pianure dell'Orinoco. Conta 43 milioni di abitanti, dei quali oltre 16 milioni sotto i 18 anni. Questo paese è sconvolto da una disastrosa guerra civile che si protrae ormai fin dai primi anni ´60 con effetti drammatici: 300mila morti, oltre 3 milioni di sfollati di cui il 60% sotto i 18 anni (il 44% sono bambini tra i 5 e i 14 anni), negli ultimi 15 anni sono state disseminate più di 70.000 mine antiuomo nel territorio e, in media, 3000 persone l’anno sono vittime di sequestri.
Secondo le stime del rapporto annuale pubblicato dal Gruppo Tematico sul Desplazamiento dell'ACNUR (Alto Commissariato della Nazioni Unite per i Rifugiati), il 38% degli sfollati appartiene a gruppi etnici, che sono solo l'1,7% della popolazione totale colombiana.
Alla guerra si intreccia il clima di terrore imposto dai cartelli colombiani della droga: centinaia i tribunali colpiti da attentati sistematici, oltre 100 i sindaci che finora si sono dimessi per essere stati rapiti o minacciati. Nell’ultimo anno, in cui si sono registrati dai 50 ai 70 omicidi al giorno e 160 sindacalisti sono stati assassinati.
Nonostante le ricchezze e le potenzialità di sviluppo, in tutto il paese permane un clima di violenza e insicurezza che condiziona la stabilità politica e socioeconomica.
L´economia del paese risente della forte instabilità politica: un quinto della popolazione è senza lavoro, il 20% vive con meno di un dollaro al giorno, il reddito medio pro capite supera di poco i 1.900 dollari l'anno, l´inflazione, la più alta dell’America Latina, si attesta intorno al 20%.
Di contro i profitti legati al commercio di cocaina e al narcotraffico sono elevatissimi.
Il crollo dei prezzi dei prodotti agricoli tradizionali, come il caffè, per la concorrenza delle grandi multinazionali straniere, ha ridotto la popolazione contadina in povertà, rendendola vulnerabile ai ricatti dei trafficanti di cocaina, la cui produzione è diventata la sola attività agricola capace di garantire la sussistenza dei contadini più poveri.
Nonostante le grandi risorse naturali disponibili, la Colombia si attesta al 68° posto nella graduatoria UNDP sullo sviluppo umano, figurando, su 173 nazioni considerate, come paese di “medio sviluppo” (Rapporto NU sullo sviluppo umano, 2002). L’indice di sviluppo umano è un indice aggregato che tiene conto non solo di grandezze macro economiche, quali il PNL, ma anche della distribuzione del reddito, del livello di istruzione (il 7,5% della popolazione è analfabeta secondo i dati UNDP 2001), la speranza di vita media.
LE POPOLAZIONI INDIGENE
Attualmente la Colombia rappresenta il paese che concentra la maggior diversità culturale e linguistica del pianeta: delle 92 popolazioni indigene tuttora esistenti, 64 parlano una lingua propria. Il Dipartimento Nazionale di Pianificazione, Unità di Sviluppo territoriale, ha stimato la popolazione indigena colombiana nel 1997 in 701.860 persone che corrisponde all'1,7% della popolazione del paese.
La popolazione indigena vive in tutto il paese, vale a dire in 27 dei 33 dipartimenti che conformano il territorio nazionale.
Nel 1991, in seguito alle pressioni dei rappresentanti indigeni legalmente eletti nell'Assemblea costituente, la Costituzione colombiana ha riconosciuto per la prima volta la diversità etnica e culturale del paese, introducendo nuovi concetti giuridici indigeni: per esempio, il diritto individuale di proprietà per l'indigeno si traduce in diritto collettivo alla terra, proprietà comunitaria delle sue conoscenze. Nella nuova Costituzione il diritto fondamentale per l'indigeno è il diritto ad esistere, sancito nella legge numero 70, che dispone che lo Stato protegga e riconosca la diversità etnica e culturale del paese.
Nonostante questa conquista istituzionale, il diritto di "esistenza" delle popolazioni indigene colombiane continua ad essere violato. L'usurpazione e la continua colonizzazione della terra e dei loro territori, lo sfruttamento delle risorse naturale, l'inquinamento e la contaminazione dei territori ancestrali, la distruzione dei loro ecosistemi, rappresentano minacce alla sopravvivenza dei popoli indigeni colombiani e mondiali.
Nel Rapporto sullo Sviluppo Umano per la Colombia elaborato dal PNUD nel 1999, si stima che l'80% della popolazione afrocolombiana ed indigena, vive in condizioni di estrema povertà, che il 74% riceve salari inferiori al minimo legale e che i suoi municipi hanno i maggiori indici di povertà e di necessità di base insoddisfatte. Nelle regioni con forte presenza di comunità indigene gli indici di qualità di vita e di sviluppo umano sono al di sotto degli standard nazionali e la speranza di vita è inferiore del 20% alla media nazionale.
Nonostante la Costituzione del 1991 abbia previsto disposizioni volte al riconoscimento dei diritti dei popoli indigeni all'autonomia e alla tutela della propria identità culturale, l'implementazione di politiche economiche orientate all'apertura totale del paese agli investimenti stranieri e l'esacerbarsi della situazione di conflitto, stanno determinando una situazione di totale disconoscimento dei diritti e delle autonomie garantite dalla costituzione.
IL POPOLO WAYùU
Il popolo indigeno Wayùu abita nel territorio della Guajira, nel nord ovest della Colombia, occupando un territorio di 15.300 m² nella Guajira colombiana ed estendendosi in territorio venezuelano per 12.000 km² nella regione della Zulia. L’etnia ha pertanto carattere binazionale, con nazionalità sia colombiana che venezuelana.
In Colombia, l’etnia Wayùu costituisce il 25% della popolazione totale della regione della Guajira, con una presenza di oltre 200.000 indigeni wayùu in territorio colombiano, che rappresentano il 20% della popolazione indigena totale colombiana e quindi il gruppo indigeno più numeroso del paese. L’organizzazione sociale è matrilineare ed è organizzata per clan. Il 97% della popolazione parla l’idioma tradizionale che è il Wayùunaiki, mentre il 32% conosce anche il castellano. Il 66% dei Wayùu non ha ricevuto nessuna educazione formale.
Ancora oggi questo popolo mantiene la propria identità culturale e il sistema di organizzazione sociale tradizionale. Per quanto riguarda il sistema giudiziale, l’etnia utilizza a tutt’oggi il metodo ancestrale di risoluzione pacifica dei conflitti interni.
A causa delle condizioni climatiche della regione, i territori Wayùu non sono produttivi e non assicurano mezzi di sussistenza agricola in grado di garantire la sopravvivenza stanziale, ragion per cui la popolazione si sposta spesso all’interno del suo stesso territorio. A parte l’agricoltura stagionale, che viene praticata in corrispondenza della stagione umida, i wayùu sono generalmente dediti alla pastorizia ed alla pesca. Inoltre, solo nelle ultime decadi, molti appartenenti dei clan si sono dedicati al commercio informale.
Nell’organizzazione sociale del popolo Wayùu, un ruolo molto importante è svolto delle donne, le quali, a differenza della stragrande maggioranza delle etnie indigene latinoamericane, godono all’interno dei clan di numerosi privilegi preclusi agli uomini wayùu.
La cultura wayùu è l'unica cultura indigena matrilineare colombiana, nel senso che i figli ereditano il nome del clan materno e vengono cresciuti ed educati al suo interno. La donna Wayùu è quindi colei che trasmette e vigila sulla cultura indigena, occupandosi delle attività sociali e politiche. I lavori tradizionalmente svolti dalle donne wayùu sono l’artigianato tessile e la ceramica, ornati con i disegni indigeni tradizionali della regione.
Tali peculiarità culturali permettono alle donne Wayùu di partecipare a vario titolo alla vita sociale e politica dei clan, e di partecipare in prima persona ai processi decisionali, come ad esempio nell’esperienza del Cabildo Wayúu Nóüna de Campamento, che sta combattendo da anni con la delicata questione della presenza conflitto armato nel proprio territorio.
IL CONFLITTO E LE DONNE WAYUU
Com’è noto, il drammatico conflitto che insanguina la Colombia da decenni mette seriamente a rischio la sopravvivenza delle culture originarie ed è causa di continue violazioni dei diritti umani.
Nel territorio indigeno wayùu, ricco di risorse naturali, sono iniziate nella seconda metà degli anni 90 una serie di azioni militari per il dominio su queste terre, che hanno portato al controllo quasi totale del territorio da parte dei gruppi paramilitari. Le conseguenze sono state devastanti: sfollamenti forzati, scomparsa di alcuni indigeni, omicidi, stupri, azioni di intimidazione e continua violazione dei diritti umani, di cui non si conosce ancora la reale entità a causa della paura, da parte di molti indigeni, di denunciare pubblicamente le violazioni subite.
Le donne wayùu sono state in questi anni le vittime principali di numerosi abusi da parte dei gruppi armati, e nonostante questo le prime ad organizzarsi per mantenere l’unità delle comunità e rafforzare l’identità wayùu. A causa del ruolo che la società wayùu riconosce alla donna – connessa alla cosmogonia indigena alla terra, considerata “carne e sangue” e ritenuta sacra per la sua capacità di procreare - gli abusi sulle donne hanno generato un tragico squilibrio all’interno della cultura wayùu.
La comunità Wayùu Cabildo Wayúu Nóüna de Campamento, ubicata nella zona periferica del Municipio di Maicao nella Media Guajira, così come altre comunità wayùu della regione, combatte da anni contro il dominio territoriale conquistato dai gruppi paramilitari nelle regioni settentrionali della Colombia, che controllano pressoché totalmente le attività economiche, sia lecite che illecite, relegando la popolazione wayùu allo svolgimento delle attività meno produttive e meno remunerative.
La presenza paramilitare nella regione ha causato sfollamenti di massa delle comunità wayùu ubicate in aree strategiche per le azioni dei gruppi armati. La libera circolazione degli appartenenti ai clan wayùu è seriamente limitata ad opera dei gruppi armati, ragion per cui le comunità indigene vivono in una sorta di confino forzato. Non esiste sul territorio alcuna garanzia di legalità.
Vari fattori contribuiscono al clima di insicurezza sociale e di totale mancanza di garanzie giuridiche sul territorio:
- presenza di megaprogetti che minacciano la sovranità territoriale (gas, idrocarburi, energia etc);
- localizzazioni di basi e contingenti paramilitari lungo la frontiera con il Venezuela;
- totale mancanza di rispetto da parte dei gruppi armati dell’autonomia e delle autorità tradizionali del popolo wayùu;
- minacce sistematiche contro leader del pueblo wayùu da parte dei gruppi armati;
- sfollamento di numerose famiglie wayùu oltre il confine venezuelano;
- indebolimento del sistema giuridico tradizionale wayùu a causa delle interferenze dei gruppi armati irregolari;
- uccisione di numerosi rappresentanti delle comunità con connesso indebolimento nei meccanismi rappresentativi.
Di conseguenza, in termini generali le comunità wayùu accusano un’accelerata precarizzazione delle condizioni di vita e un crescente e progressivo impoverimento socio-economico, che si traduce nella presenza, all’interno delle comunità, di necessità primarie non soddisfatte.
Le giovani generazioni appartenenti alle comunità wayùu mostrano inoltre una marcata tendenza migratoria verso centri urbani colombiani o venezuelani, causando il progressivo invecchiamento delle comunità.
Nonostante le tradizioni e l’impronta culturale tradizionale siano ancora molto forti, va segnalato che si sono registrati casi di gruppi familiari che presentano problemi derivati dallo sradicamento, dalla perdita di identità e dalla dispersione culturale.
Dal 1998 al 2007, sono state segnalate diverse centinaia di casi di violenza e minacce contro appartenenti all’etnia wayùu, mentre gli omicidi di indigeni wayùu – gran parte dei quali ai danni di leader comunitari e passati purtroppo sotto silenzio – hanno raggiunto quota 78 nella sola città di Maicao e 56 nel resto del territorio della Guajira.
Tale situazione può facilmente tradursi in una concreta minaccia per la stessa sopravvivenza delle comunità wayùu. Per tale ragione, è fondamentale mettere in atto misure cautelari e predisporre strumenti efficaci che diano nuovo impulso alle comunità e forniscano loro nuovi strumenti per difendere la propria identità culturale nel clima di instabilità sociale e di violenza generalizzata nel quale sono costretti a vivere da anni.

Obiettivi del millenio di riferimento

Assicurare la sostenibilità ambientale;  Promuovere l'uguaglianza di genere e l'empowerment delle donne;  Sviluppare una partnership globale per lo sviluppo; 

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